ARTISTIBLOG

VERONICA SBERGIA

Veronica Sbergia

BIOGRAFIA:

Veronica, che ha iniziato giovanissima la sua carriera di cantante, ha percorso diverse strade musicali spaziando dal folk (durante l’esperienza con il gruppo F.B.A) al soul (The Persuaders), passando dal rythm’n blues ( Blues girls) e il jazz fino alle radici del blues più classico. Innumerevoli le esibizioni live in tutta Italia legate a nomi di prestigio del panorama internazionale (Pistoia Blues Festival, Porretta soul Festival, Capodanno Celtico di Milano per citare i più importanti) e una lista sempre piu’ numerosa di esibizioni live all’estero (XXXII Fylde Folk Festival di Fleetwood, LIII Sidmouth Folk Week in Inghilterra, Roe Valley International Folk Festival di Limavady in Ulster, 1° Paris Ukulele Festival, Belgium Ukulele Festival, Ukulele Festival in Gotheborg, Blues to Bop Festival di Lugano per citarne alcuni). .. Veronica ha due album al suo attivo, il primo dal titolo “Ain’t nothing in ramblin’”, nato dalla collaborazione con il noto musicista blues milanese Max De Bernardi, grande conoscitore del genere Country Blues, Piedmont e ragtime (maggiori esponenti: Blind Blake, Leadbelly, Rev, Gary Davis, Sam Chatom, Son House, Mississippi John Hurt, ecc…).Il secondo? VERONICA & THE RED WINE SERENADERS Chi sono i Serenaders? Sono i menestrelli, nel senso piu’ arcaico del termine (dal provenzale menestrals), artisti incaricati dell’intrattenimento a corte, musicistai, a volte cantastorie a volte giullare. Dalla fine del ’800 e fino ai primi del ’900 i cosiddetti Minstrel Shows impazzavano negli Stati Uniti…ma questa e’ un’altra storia. The Red Wine Serenaders e’ un progetto musicale nato all’incirca tre anni fa. In esso trovano ideale collocazione musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni ’20 e ’30: quella suonata nei Medicine Shows, carovane itineranti e stradaiole che possiamo considerare antesignane del Vaudeville. Veronica Sbergia gira l’Europa in lungo e in largo, con i suoi compari, cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l’intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Nessuna pretesa, ne intenzione filologica quindi. ..L’uso di strumenti rigorosamente acustici e non convenzionali (ukulele, washboard, kazoo, washtub bass per citarne alcuni) e la scelta di guardare all’essenza hanno trovato piena espressione nel primo disco della band “Veronica & The Red Wine Serenaders”, che vede inoltre la partecipazione di prestigiosi musicisti, amici per affinita’ d’intenti. Quattordici tracce che raccontano storie di contrabbandieri (Bootleggers Blues), vizi e virtu’ (You drink too much), amori tormentati (Lovesick Blues) e ninna nanne dolcissime (Lullaby of the Leaves). I Red Wine Serenaders offrono il meglio di se dal vivo, dove riacquistano la loro vera dimensione di “cantastorie” di un’epoca che non c’e’ piu’. Non solo un progetto, quindi, ma uno stile di vita, come il buon vino: onesto, divertente, aggregante.

FOTO


VIDEO


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